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Le Farfalle degli Alberi

Quali specie dipendono da quali alberi per completare il loro ciclo vitale
Le Farfalle degli Alberi
Animales de los Árboles Insectos y Artrópodos de los Árboles 25/07/2027

Ogni farfalla che vedi svolazzare su un prato soleggiato ha una storia che inizia su un albero o una pianta specifica. Il bruco che diventerà quella farfalla può mangiare solo una o pochissime specie vegetali. Se quella pianta scompare dal territorio, la farfalla scompare con essa. Il legame è così stretto che i naturalisti hanno un nome per definirlo: pianta ospite. E la foresta italiana è piena di queste alleanze invisibili e fragili.

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Le piante ospiti: la regola del bruco selettivo

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Le farfalle adulte visitano molti fiori diversi per il nettare. Ma le femmine depongono le uova quasi esclusivamente sulla pianta ospite specifica dei loro bruchi. Non è una stranezza evolutiva: è una specializzazione adattativa. Ogni pianta ha le sue difese chimiche (alcaloidi, tannini, glucosidi) contro gli erbivori. I bruchi di ogni specie di farfalla si sono evoluti per tollerare le difese chimiche di una o poche piante ospiti specifiche — e spesso per sequestrare quei composti chimici a loro vantaggio (rendendosi tossici per i predatori). Il risultato è che la distribuzione delle farfalle segue quasi esattamente la distribuzione delle loro piante ospiti. Dove non c'è quercia, non c'è Quercusia quercus (azzurrina della quercia). Dove non c'è melo selvatico, non c'è Saturnia pyri. Dove non c'è ortica, non c'è piccola volpe — anche se l'ortica non è un albero, è il caso più emblematico di questo legame.

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Le principali farfalle legate agli alberi italiani

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Ecco le associazioni più importanti tra le farfalle italiane e gli alberi. Il macaone minore (Iphiclides podalirius, il cui nome evoca la sua forma alare simile a un antico aeroplano): i bruchi vivono esclusivamente su alberi del genere Prunus (ciliegio selvatico, susino, prugnolo, mandorlo). È una delle farfalle più belle d'Italia, con ali a forma di aquilone bianche e nere. Il macaone (Papilio machaon): i bruchi si nutrono di ombrellifere — non alberi ma piante del margine forestale e dei prati umidi (finocchio selvatico, carota selvatica, pastinaca). L'ammiraglia bianca (Limenitis camilla): i bruchi vivono sul caprifoglio dei boschi, che tipicamente cresce intrecciato con arbusti ai margini delle quercete. L'azzurrina della quercia (Quercusia quercus): una delle più belle della foresta italiana, con ali di un brillante colore violetto. I bruchi si nutrono esclusivamente di foglie di quercia. Gli adulti vivono nell'alto della chioma e sono raramente visibili. Il bombice del pino (Dendrolimus pini): una specie molto comune i cui bruchi si nutrono degli aghi del pino silvestre e possono causare significative defogliazioni nei pioppeti e nelle piantagioni negli anni ad alta densità. La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa): tra i lepidotteri forestali più importanti (e più problematici) in Italia, con bruchi urticanti che vivono in nidi di seta sui pini e scendono in primavera in lunghe processioni verso il suolo per impuparsi. La saturnia del pero (Saturnia pyri): la più grande falena d'Europa (apertura alare fino a 17 cm), con un'enorme larva verde brillante che si nutre di melo, pero, ciliegio e noce.

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Il cambiamento climatico e le farfalle forestali

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Le farfalle sono tra gli indicatori biologici più sensibili al cambiamento climatico. Studi europei mostrano che la distribuzione di molte specie si sta spostando verso nord e verso quote più elevate a un ritmo di 2-6 km all'anno — un ritmo che molte specie non riescono a seguire perché le piante ospiti non si spostano alla stessa velocità. In Italia, alcune specie alpine stanno perdendo habitat perché le piante ospiti d'alta quota non riescono a colonizzare le vette abbastanza velocemente per seguire il riscaldamento. Altre specie mediterranee stanno colonizzando aree sempre più settentrionali dove le piante ospiti sono già presenti. Monitorare queste dinamiche è uno dei compiti principali della ricerca entomologica italiana contemporanea.

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Le farfalle forestali: dove e quando osservarle

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Radure forestali, margini tra foresta e prato, strisce di arbusti lungo i bordi dei sentieri — questi ambienti di transizione (ecotoni) sono i luoghi con la maggiore diversità di farfalle in Italia. La stagione migliore varia a seconda della specie: il macaone minore (I. podalirius) compare già ad aprile; molte specie estive raggiungono il picco in giugno-luglio; alcune specie autunnali (volpi, ninfalidi) sono ancora attive in settembre-ottobre nelle giornate calde. Il mese migliore per la massima diversità è giugno nelle zone collinari e di media montagna (700-1.200 m) degli Appennini e delle Prealpi.

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Una farfalla che vola su un prato non ha scelto quel prato per caso. I suoi antenati hanno passato milioni di anni adattandosi a una sola pianta. Se quella pianta scompare, la farfalla scompare. Il legame è così stretto e così fragile che un solo erbicida, una radura forestale disboscata o una siepe rimossa sono sufficienti a spezzarlo permanentemente.

Cómo atraer mariposas a tu jardín y territorio

  • Planta las especies vegetales adecuadas: para atraer las mariposas más hermosas de los bosques italianos a tu jardín, cultiva sus plantas hospederas. El endrino silvestre (Prunus spinosa) para la mariposa de cola de golondrina escasa (I. podalirius). El cerezo silvestre para la mariposa blanca del cerezo. La madreselva para Limenitis camilla. El espino cerval (Frangula alnus) para la mariposa limón común. La zarza para la mariposa azul común (Celastrina argiolus). No necesitas un jardín grande: incluso una esquina con 2-3 de estos arbustos es suficiente.
  • Deja ortigas en una esquina del jardín: la ortiga es la planta hospedera de la mariposa tortuga pequeña (Aglais urticae), la mariposa almirante rojo (Vanessa atalanta), la mariposa pavo real (Aglais io) y numerosas especies menores. Un grupo de ortigas en una esquina soleada y protegida del jardín es un vivero para estas hermosas especies. Corta las ortigas por la mitad a mediados de agosto después de la segunda generación de orugas para favorecer el rebrote primaveral.
  • No uses insecticidas sistémicos en las flores: los neonicotinoides y otros insecticidas sistémicos que son absorbidos por toda la planta permanecen en el polen y el néctar, envenenando a las mariposas adultas que los visitan. Evita los productos sistémicos en todas las plantas con flores accesibles para las mariposas.
  • Con los niños — el cuaderno de mariposas: cada mariposa observada en el bosque o jardín se dibuja o fotografía e identifica (usando la aplicación iNaturalist o una guía ilustrada). Luego busca su planta hospedera: ¿qué árbol o arbusto utiliza su oruga? La conexión mariposa-planta se convierte en un proyecto de investigación biológica que se extiende durante todo el verano.
  • Visita claros de bosque de montaña en junio: los claros entre bosques de hayas y bosques mixtos de los Apeninos a 600-1.200 m de elevación en junio son algunos de los lugares con mayor diversidad de mariposas en Italia. Parque Nacional Appennino Tosco-Emiliano, Parque Monti Sibillini, Parque Majella: todos tienen claros ricos en lepidópteros fácilmente accesibles a través de senderos señalizados.

Las mariposas de los bosques italianos no piden jardines perfectos. Piden que alguien deje crecer el endrino silvestre en el borde del campo, que alguien deje una esquina de ortigas, que alguien no rocíe herbicida en el margen del bosque. Pequeños sacrificios de orden que hacen espacio para la vida más hermosa que existe.

Preguntas Frecuentes

¿Cuál es la relación entre las mariposas y las plantas hospederas en los ecosistemas forestales?

Las mariposas ponen sus huevos solo en plantas hospederas específicas, de las que se alimentan las orugas. Este vínculo es fundamental porque la supervivencia de las mariposas depende de la presencia de estas plantas, a menudo árboles o arbustos, que proporcionan el alimento necesario para las orugas.

¿Cómo afecta el cambio climático a la distribución de mariposas vinculadas a árboles?

El cambio climático desplaza las mariposas hacia el norte o a elevaciones más altas, pero las plantas hospederas a menudo no se desplazan tan rápidamente. Este desajuste puede causar pérdida de hábitat para muchas especies, especialmente en ambientes de montaña donde las plantas no pueden colonizar nuevas áreas lo suficientemente rápido.

¿Cómo puedes favorecer la presencia de mariposas vinculadas a árboles en tu jardín?

Para atraer mariposas, es útil plantar sus plantas hospederas específicas, como el endrino silvestre, el cerezo silvestre o la madreselva. Además, dejar esquinas con ortigas y evitar insecticidas sistémicos protege a las orugas y mariposas adultas, creando un hábitat favorable incluso en espacios pequeños.

¿Cuáles son los mejores lugares y épocas para observar mariposas vinculadas a árboles en bosques?

Los claros, los márgenes entre bosque y pradera, y las franjas de arbustos son ubicaciones ideales. La máxima diversidad se observa en junio, especialmente en zonas de colinas y media montaña (700-1.200 m). Algunas especies aparecen ya en abril, otras permanecen activas hasta septiembre-octubre.

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