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Xylella fastidiosa

Il batterio che sta distruggendo gli ulivi della Puglia: storia e lotta contro di esso
Xylella fastidiosa
Proteger los Árboles Amenazas a los Árboles 27/08/2027

Nel 2013, nella zona di Gallipoli nel Salento, i ricercatori della Regione Puglia hanno identificato una malattia sconosciuta che stava uccidendo gli ulivi a un ritmo allarmante. I rami si seccavano dall'alto, le foglie diventavano marroni e la chioma progressivamente sbiadiva. Nel giro di pochi mesi, il batterio è stato identificato: Xylella fastidiosa, sottospecie pauca. Non era mai stato segnalato in Italia prima. E non c'era cura.

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Cos'è Xylella fastidiosa

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Xylella fastidiosa è un batterio gram-negativo che vive e si moltiplica all'interno dello xilema — i vasi vascolari che trasportano acqua e nutrienti dalle radici alle foglie dell'albero. La colonizzazione massiccia dei vasi xilematici causa progressivamente un'occlusione idraulica: l'acqua non riesce più a raggiungere i rami e le foglie, causando un rapido disseccamento e la morte. Il batterio si trasmette attraverso insetti vettori che si nutrono della linfa dello xilema — in Puglia il vettore principale è la schiuma di prato (Philaenus spumarius), un piccolo insetto emittero molto comune nei prati erbosi. L'adulto si nutre dello xilema dell'olivo e trasmette il batterio durante l'alimentazione. Ogni schiuma di prato infetta può inoculare il batterio in decine di ulivi. La trasmissione è estremamente rapida: anche alberi distanti possono essere infettati se ci sono insetti vettori nella zona. Attualmente non esiste un trattamento efficace che elimini il batterio dagli alberi già infetti.

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L'entità del disastro: milioni di ulivi persi

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Dal primo segnalamento nel 2013, Xylella si è progressivamente diffusa verso nord dall'area iniziale di Gallipoli. Nella zona di massima infestazione (zona infetta), che comprende l'intera provincia di Lecce e parte di quella di Brindisi, milioni di ulivi — molti dei quali con una storia di centinaia di anni — sono già morti o in condizioni terminali. La stima più recente (2023) parla di oltre 21 milioni di ulivi potenzialmente colpiti solo in Puglia. La perdita non è solo economica (la produzione di olio di oliva pugliese è calata del 30-50% nelle aree colpite) — è una perdita culturale e paesaggistica di proporzioni storiche. Ulivi di 500, 800, 1.000 anni — esseri viventi che avevano attraversato l'intera storia moderna dell'Italia — stanno morendo nel giro di pochi anni. È uno dei più grandi disastri fitosanitari della storia europea.

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Misure di contenimento e controversie scientifiche

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La strategia europea per il contenimento di Xylella prevede tre zone: la zona infetta (dove il batterio è presente), dove la prescrizione iniziale era l'abbattimento degli alberi sintomatici e delle piante ospiti entro un raggio di 100 metri; la zona cuscinetto (20 km a nord del fronte della malattia), con monitoraggio intensivo e misure preventive; la zona indenne, dove la sorveglianza è concentrata. L'obbligo di abbattere gli ulivi nelle zone di contenimento ha generato enormi controversie e resistenza sociale: molti proprietari si sono opposti all'abbattimento di ulivi centenari, spesso scatenando conflitti legali. Alcuni scienziati hanno contestato l'efficacia dell'approccio di eradicazione, sostenendo che il batterio era già troppo diffuso per essere eliminato attraverso l'abbattimento. Nel 2020, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha confermato la legittimità delle misure di abbattimento. L'intensa ricerca scientifica degli ultimi anni sta producendo varietà di ulivo resistenti al batterio (alcune varietà autoctone come Leccino e FS-17 mostrano tolleranza), e nuove strategie di controllo dei vettori attraverso la gestione del suolo e la riduzione dell'erba (l'habitat della schiuma di prato).

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Xylella oltre gli ulivi: una minaccia più ampia

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Xylella fastidiosa non colpisce solo gli ulivi. In Puglia, campioni positivi sono stati trovati su oltre 350 specie ospiti diverse, tra cui oleandro, mandorlo, vite, quercia, rosmarino, lavanda e molte piante ornamentali. A livello mondiale, diverse sottospecie di Xylella causano il Bacterial Leaf Scorch della vite in California, la Pierce's Disease della vite in California, la Phony Peach Disease delle pesche nel sud degli USA, e decine di altre malattie di piante coltivate e selvatiche. In Europa, la diffusione di Xylella è considerata dall'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) una delle minacce fitosanitarie più gravi per l'agricoltura e i paesaggi naturali in tutto il continente.

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Un batterio che viveva tranquillamente in America Latina è arrivato in Puglia su una pianta ornamentale importata. Ha trovato milioni di ulivi senza difese evolutive e li sta uccidendo uno per uno. Non è colpa di nessuno — è la globalizzazione delle specie patogene. Ma capire come accade aiuta a capire come prevenirlo la prossima volta.

Cómo mantenerse informado y contribuir a la lucha contra la Xylella

  • No trasladar plantas hospederas desde la zona infectada: la regla más importante para el ciudadano común es no mover plantas potencialmente infectadas desde la zona infectada de Puglia hacia otras regiones. Comprar olivos, adelfas, lavanda o romero en viveros de la zona infectada y plantarlos en otro lugar puede propagar la bacteria. Siempre compra plantas en viveros con pasaportes fitosanitarios certificados.
  • Reportar síntomas sospechosos: si observas un secado progresivo en olivos, adelfas o almendros (especialmente en Puglia, Basilicata, Campania y Calabria), comunícalo a los Servicios Fitosanitarios Regionales competentes. La denuncia temprana es fundamental para monitorear el avance del frente de la enfermedad.
  • Apoyar la investigación científica: el Instituto Agronómico Mediterráneo de Bari (CIHEAM-IAMB), la Universidad de Bari y el CNR realizan investigaciones intensivas sobre variedades resistentes y métodos de control de vectores. Parte de esta investigación se financia con contribuciones privadas y campañas de crowdfunding.
  • Visitar Salento con conciencia: si visitas Puglia, ver cientos de olivos muertos o moribundos en el paisaje de Salento es uno de los testimonios más desgarradores del desastre en curso. Muchos agriturismos locales ofrecen tours guiados que explican la situación sobre el terreno. Entender lo que ves transforma una experiencia turística en una forma de educación ambiental directa.
  • Con los niños — la historia de la Xylella como lección de globalización: la historia de la Xylella es un ejemplo perfecto de cómo la globalización del comercio también transporta especies patógenas hacia ecosistemas que no tienen defensas evolutivas. La bacteria que vivía en los cítricos costarricenses llegó en una planta ornamental a Puglia. Explicárselo a los niños — con un mapa de su viaje — es una forma concreta de entender las consecuencias ambientales del comercio global de plantas y animales.

La Xylella fastidiosa es la crisis fitosanitaria más grave de la historia italiana y uno de los desastres ambientales más dolorosos de la Europa contemporánea. Millones de olivos antiguos que nunca volveremos a ver. Un paisaje cultural que cambia para siempre. Conocer esta historia no detiene la enfermedad, pero crea ciudadanos más conscientes de las consecuencias de nuestras elecciones en los paisajes y ecosistemas que nos rodean.

Preguntas Frecuentes

¿Cómo se transmite la Xylella fastidiosa a los olivos?

La Xylella fastidiosa se transmite principalmente a través de insectos vectores como la espuma de los prados (Philaenus spumarius), que se alimentan de la savia del xilema de los olivos e inoculan la bacteria durante la alimentación, infectando rápidamente incluso árboles distantes.

¿Qué medidas de contención se han adoptado contra la Xylella fastidiosa?

Las medidas implican tres zonas: zona infectada con tala de árboles sintomáticos y plantas hospederas, zona amortiguadora con monitoreo y prevención, y zona libre de enfermedad con vigilancia. La tala ha generado controversia pero es confirmada por la Corte de Justicia de la UE.

¿Qué variedades de olivo muestran tolerancia a la Xylella fastidiosa?

Variedades nativas como Leccino y FS-17 han demostrado cierta tolerancia a la bacteria, e investigaciones científicas trabajan para desarrollar cultivares resistentes adicionales para contrarrestar la propagación de la enfermedad.

¿Por qué es importante no trasladar plantas hospederas desde la zona infectada?

Mover plantas infectadas como olivos, adelfas o lavanda desde la zona infectada puede propagar la Xylella a nuevas áreas. Es fundamental comprar plantas con pasaportes fitosanitarios certificados y respetar las restricciones para prevenir la expansión de la bacteria.

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