Vista vegetale
Fototropismo e fitocromi
La percezione della luce è il senso più critico per le piante: essendo autotrofe fotosintetiche, la loro sopravvivenza dipende dalla capacità di ottimizzare la cattura della luce solare. Nel corso dell'evoluzione, le piante hanno sviluppato almeno quattro sistemi di rilevamento della luce completamente diversi per meccanismo molecolare, ciascuno specializzato per rilevare diverse caratteristiche della luce (qualità, quantità, direzione, durata). Insieme, questi sistemi permettono alle piante una "visione" della luce straordinariamente ricca di informazioni.
I fitocromi: vedere il rosso e il rosso-lontano
I fitocromi sono proteine recettrici della luce che assorbono principalmente la luce rossa (660 nm: R) e la luce rosso-lontana (730 nm: FR). Esistono in due forme interconvertibili: Pr (assorbe il rosso, si converte in Pfr) e Pfr (assorbe il rosso-lontano, si converte in Pr o si degrada). La luce solare diretta ha un alto rapporto R:FR → converte i fitocromi principalmente in Pfr → la pianta "sa" che è in piena luce. La luce filtrata dalla chioma verde degli alberi ha un basso rapporto R:FR (la clorofilla assorbe il rosso ma non il rosso-lontano) → converte i fitocromi in Pr → la pianta "sa" che è in ombra competitiva → attiva la shade avoidance response (crescita longitudinale accelerata). Di notte, i fitocromi tornano lentamente alla forma Pr → la pianta misura la durata della notte (fotoperiodismo): una notte breve (estate) mantiene i fitocromi in Pfr più a lungo; una notte lunga (inverno) li lascia in Pr più a lungo. I fitocromi in Arabidopsis: la famiglia dei geni PHY (PhyA, PhyB, PhyC, PhyD, PhyE). PhyB è il più importante per la percezione della luce quotidiana e per la shade avoidance. PhyA è importante per la risposta alla luce rossa-lontana a bassa fluenza (germoglio nel buio) e per la fine-tuning del fotoperiodismo. La localizzazione: di notte e al buio, i fitocromi sono nel citoplasma. Alla luce (in forma Pfr), entrano nel nucleo cellulare dove interagiscono con fattori di trascrizione (PIF: Phytochrome-Interacting Factors) per regolare l'espressione di centinaia di geni.
Le criptocrine: vedere il blu e misurare il tempo
Le criptocrine (CRY1, CRY2 in Arabidopsis) sono proteine che assorbono la luce blu (400-490 nm) e UV-A (315-400 nm). Hanno due funzioni principali: regolazione del ritmo circadiano (sono componenti chiave dell'orologio biologico delle piante: già discusso nell'articolo sui ritmi circadiani) e risposta fotoperiodica: CRY2 è particolarmente coinvolta nel rilevamento del fotoperiodo per la fioritura nelle piante a giorno lungo. L'interazione fitocromo-criptocrina: la risposta fotoperiodica nelle piante è mediata dall'interazione coordinata di fitocromi (che misurano il rapporto R:FR e la durata della notte) e criptocrine (che rilevono la luce blu e regolano l'orologio circadiano). Insieme, questi sistemi permettono una misura precisa sia della qualità che della durata della luce.
Le fototropine: vedere la direzione della luce
Le fototropine (phot1, phot2 in Arabidopsis) sono proteine che assorbono la luce blu e sono i principali mediatori del fototropismo (crescita direzionale verso la luce) e dell'apertura degli stomi alla luce. Il fototropismo: quando la luce colpisce un lato del coleoptile (la struttura apicale del germoglio dei cereali) più che l'altro, le fototropine attivano una redistribuzione dell'auxina verso il lato in ombra → il lato in ombra cresce più velocemente → il germoglio si curva verso la luce. Scoperto da Charles Darwin (con il figlio Francis) nel 1880 con esperimenti sulla punta del coleoptile: uno dei primi esperimenti di fisiologia vegetale sistematica. Il meccanismo molecolare fu capito molto più tardi (Koch et al., 2000). L'apertura degli stomi: phot1 e phot2 rilevano la luce blu e attivano le pompe di protoni (H+-ATPase) nelle cellule di guardia degli stomi → pompano H+ fuori dalla cellula → il K+ entra → aumento della pressione osmotica → gonfiamento delle cellule di guardia → apertura dello stoma. Il meccanismo esatto per cui la cellula di guardia "sa" da quale parte viene la luce (per aprire lo stoma verso la luce) non è completamente chiarito. Il movimento dei cloroplasti: phot2 regola il movimento dei cloroplasti nelle cellule fogliari: a bassa intensità luminosa, i cloroplasti si dispongono perpendicolarmente alla luce (per massimizzare la fotosintesi); ad alta intensità luminosa, si dispongono parallelamente (per evitare il danno da eccesso di luce).
La pianta girasole che gira verso il sole (eliotropismo diurno, poi fissato verso Est nei girasoli adulti) segue la luce con i suoi fitocromi e le sue fototropine. Non vede il sole nel senso in cui lo vediamo noi, ma riceve le stesse informazioni fondamentali che ci dà la luce: dove sei, quanto sei intenso, da quanto tempo brilli. Con queste informazioni, regola ogni aspetto della sua crescita. È una visione diversa, distribuita, molecolare. Non per questo meno elegante.
UVR8: il recettore UV-B e la fotopretezione
UVR8 è il recettore della luce UV-B (280-315 nm) nelle piante, scoperto relativamente di recente (Rizzini et al., 2011, Science). A differenza dei fitocromi, delle criptocrine e delle fototropine (che sono dimeri o complessi proteici con cromofori organici), UVR8 è un dimero di proteine che usa residui di triptofano intrinseci alla proteina come cromofori (la luce UV-B dimerizza/monoerizza la proteina senza bisogno di un cromoforo separato). La funzione: UVR8 in forma di monomero (attivato dalla luce UV-B) entra nel nucleo e attiva la trascrizione di geni di risposta all'UV-B: sintesi di flavonoidi (soprattutto antociani: pigmenti rosso-viola che assorbono l'UV-B proteggendo il DNA), ispessimento della cuticola, produzione di enzimi di riparazione del DNA (fotoliasi, che riparano i dimeri di timina prodotti dall'UV-B). La rilevanza agricola: le piante coltivate in serre o in vertical farming con sola luce LED (che spesso non include UV-B) hanno UVR8 inattivo e producono meno antiossidanti (antociani, flavonoidi) rispetto alle piante in piena luce solare. Aggiungere una piccola componente UV-B alla luce LED delle vertical farms aumenta il contenuto di antiossidanti dei prodotti. Un'applicazione pratica della biofisica dei recettori luminosi vegetali alla qualità nutrizionale degli alimenti.
Il fototropismo: applicazioni in agricoltura e in architettura
La comprensione del fototropismo ha applicazioni in diverse aree. Orientamento delle colture: nelle serre, la disposizione delle piante in modo da ottimizzare il fototropismo (fusti che crescono verso la sorgente luminosa ottimale) è importante per la qualità del prodotto e per la distribuzione omogenea della luce. Alcuni sistemi di vertical farming usano sorgenti luminose che si muovono lentamente per stimolare un fototropismo controllato che orienta la crescita in modo ottimale. Il girasole e l'eliotropismo: il girasole giovane (pre-fioritura) esegue eliotropismo diurno vero (segue il sole da Est a Ovest durante il giorno, poi torna a Est di notte). Il meccanismo: crescita asimmetrica del fusto controllata dai fitocromi e dalle auxine. I girasoli maturi (post-fioritura) smettono di muoversi e rimangono orientati verso Est (a causa della lignificazione del fusto). Curiosità: i girasoli orientati verso Est al mattino ricevono più insetti impollinatori (che preferiscono le superfici più calde: il girasole rivolto al sole del mattino è più caldo). I girasoli orientati verso Ovest ricevono meno impollinatori e producono meno semi. Selezione naturale per l'orientamento fisso verso Est nei girasoli coltivati (Atamian et al., Science 2016). Bio-ispirazione in architettura: le facciate degli edifici che si orientano verso il sole (heliotropic buildings) sono ispirate al fototropismo vegetale. La Torre Bosco Verticale di Milano ha terrazze con alberi e piante orientate specificamente per ottimizzare l'ombra in estate e la luce in inverno.
Domande frequenti
Qual è il ruolo dei fitocromi nella percezione della luce da parte delle piante?
I fitocromi sono proteine che rilevano la luce rossa e rosso-lontana, permettendo alle piante di distinguere tra luce diretta e ombra, regolare la crescita e misurare la durata della notte per il fotoperiodismo.
Come funzionano le fototropine nel fototropismo delle piante?
Le fototropine assorbono la luce blu e attivano la redistribuzione dell'auxina verso il lato in ombra, causando una crescita asimmetrica che fa curvare il germoglio verso la luce, ottimizzando così la fotosintesi.
Perché è importante includere la luce UV-B nelle coltivazioni in serre o vertical farming?
La luce UV-B attiva il recettore UVR8, che stimola la produzione di antiossidanti come flavonoidi e antociani, migliorando la fotoprotezione e la qualità nutrizionale delle piante coltivate in ambienti con luce artificiale.
Come interagiscono fitocromi e criptocrine nella regolazione del fotoperiodismo?
Fitocromi misurano il rapporto tra luce rossa e rosso-lontana e la durata della notte, mentre le criptocrine rilevano la luce blu e regolano l'orologio circadiano; insieme coordinano la risposta fotoperiodica per la fioritura e altri processi.
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