Mimetismo
Piante che fingono di essere altre
Il mimetismo è la somiglianza evolutiva di un organismo (il mimetico) con un altro organismo o con un oggetto (il modello) che lo protegge dai predatori, gli permette di ottenere risorse, o lo aiuta in qualche altra funzione adattiva. Nelle piante, il mimetismo è meno studiato che negli animali ma è sorprendentemente diffuso e vario. Le piante mimica hanno evoluto somiglianze visive, olfattive o tattili con modelli diversi (sassi, altre piante, insetti, funghi) per diversi scopi adattativi.
Il mimetismo litoide: sembrare una pietra
Il mimetismo litoide (dal greco lithos: pietra) è la somiglianza evolutiva con i sassi. Le Lithops (famiglia Aizoaceae, Namibia e Sudafrica) sono l'esempio più estremo: piante succulente praticamente senza fusto, con una coppia di foglie fortemente modificate in forme ovali, rugose, di colore grigio-beige-marrone con venature e macchie che imitano perfettamente i sassi dell'ambiente circostante. In habitat naturale, le Lithops sono praticamente indistinguibili dai sassi circostanti. Solo al momento della fioritura (un fiore emergente dalla fessura tra le due foglie, simile ad una margherita) la pianta diventa visibile. La funzione del mimetismo litoide: protezione dagli erbivori di ambienti aridi che mangerebbero volentieri queste piante succulente ricche di acqua (antilopi, springbok, i ghepardi non le mangiano ma i roditori sì). La somiglianza con i sassi è talmente raffinata che ogni popolazione di Lithops ha colori e texture che corrispondono ai sassi locali specifici di quella area geografica. Popolazioni diverse dello stesso genere hanno pattern diversi perché vivono su diversi substrati geologici. Altre piante con mimetismo litoide: Titanopsis (Aizoaceae sudafricane): foglie con superficie papillosa biancastra che imita i calcari su cui crescono. Conophytum (Aizoaceae): piante a corpo compatto che imitano i ciottoli. Pleiospilos (Aizoaceae): soprannominate "piante pietra divisa". Tutte queste piante vivono in ambienti estremi dove gli erbivori sono rari ma le poche piante disponibili sono predatissime: il mimetismo con i sassi è una strategia di sopravvivenza efficace in questi ecosistemi.
Il mimetismo Batesian nelle piante: sembrare una pianta tossica
Il mimetismo Batesian (dal naturalista Henry Bates, 1862) è quando un organismo commestibile o innocuo imita uno tossico o pericoloso per beneficiare della sua protezione. Nelle piante, ci sono esempi di specie non tossiche che assomigliano a specie tossiche dello stesso habitat. La Passiflora come modello: alcune specie di Passiflora hanno evoluto foglie con forme che assomigliano a foglie di Passiflora di altre specie, meno appetibili agli erbivori o meno usate come piante ospiti dalle farfalle Heliconius. Un caso di auto-mimetismo (la pianta imita se stessa in forme che confondono gli erbivori abituali). Le macchie gialle su foglie di Passiflora: alcune Passiflora hanno piccole macchie gialle sulle foglie che somigliano alle uova della farfalla Heliconius (che depone le uova su quella stessa pianta). La farfalla evita di deporre le uova su foglie che sembrano già occupate (per evitare la competizione tra le proprie larve). La pianta, producendo "finte uova", riduce la deposizione delle larve erbivore. Un caso di mimetismo adattivo contro gli erbivori specializzati. Il mimetismo di piante tossiche: alcune piante commestibili assomigliano a piante tossiche dello stesso habitat: le foglie di alcune Apiaceae commestibili somigliano alle foglie della cicuta (Conium maculatum). Questo potrebbe essere mimetismo Batesian (se gli erbivori imparano ad evitare le foglie simili alla cicuta) o potrebbe essere convergenza evolutiva accidentale.
Il mimetismo floreale: ingannare gli impollinatori
Alcune piante inducono gli insetti a impollinare i loro fiori senza offrire alcuna ricompensa (nettare o polline). Questo si chiama mimetismo di ricompensa o mimetismo degli impollinatori (pollinator deception). Le orchidee: i campioni mondiali del mimetismo floreale. Circa un terzo delle specie di orchidee (3.000-5.000 specie) usa strategie di inganno degli impollinatori senza offrire nettare. Mimetismo sessuale (pseudocopulazione): alcune orchidee (Ophrys spp.: le ofride europee) producono fiori che somigliano visivamente e olfattivamente alle femmine di specifiche specie di api o vespe. Il labello (il petalo modificato) imita la forma, la texture, il colore e il pattern di peluria di una femmina. I VOC del fiore imitano i feromoni sessuali della femmina (la componente olfattiva è più importante di quella visiva). Il maschio dell'ape cerca di accoppiarsi col fiore (pseudocopulazione), raccoglie il polline sul proprio corpo e vola verso un altro fiore della stessa specie (attratto dallo stesso segnale), trasportando il polline. La pianta non offre nulla: l'impollinatore viene ingannato due volte. Ogni specie di Ophrys imita una specie specifica di impollinatore: Ophrys apifera imita Eucera longicornis, Ophrys speculum imita Dasyscolia ciliata (una vespa). La specificità è tale che il fiore non può essere impollinato da altri insetti. Mimetismo alimentare: alcune piante producono fiori che sembrano avere nettare (con strutture nettarifere visibili e odori di nettare) ma non lo producono. Gli impollinatori vengono attratti, raccolgono il polline mentre "cercano" il nettare inesistente, e si spostano verso altri fiori. Mimetismo di funghi: alcune piante producono fiori o frutti che somigliano a funghi (visivamente o olfattivamente) per attirare gli insetti fungivori come impollinatori.
Le Lithops sembrano sassi perché in un deserto, dove ogni pianta succulenta è preziosa e predatissima, non essere vista è sopravvivere. Le Ophrys sembrano vespe femmine perché un impollinatore ingannato due volte trasporta il polline più fedelmente di uno che cerca il nettare ovunque. Il mimetismo è l'evoluzione della finzione: e le piante sono tra le più bravi del mondo a fingere.
Il mimetismo cromatico delle foglie: sembrare foglie secche o mangiate
Alcune piante producono foglie che sembrano già danneggiate o secche, riducendo la probabilità che gli erbivori le attacchino. Foglie con macchie simili a gallerie di minatori fogliari: alcune piante tropicali (Caladium bicolor, alcune Begonie) producono foglie con macchie bianche o trasparenti che assomigliano ai percorsi delle larve di insetti minatori fogliari. Se la foglia sembra già infestata, gli insetti minatori reali la evitano (per evitare la competizione con i minatori già presenti). Foglie con pattern simili a fori da erbivori: alcune piante producono naturalmente "fori" nelle foglie che imitano i danni degli erbivori, riducendo l'attrattività della foglia come bersaglio di nuovi attacchi. Boquila trifoliata: una liana cilena capace di cambiare la forma e il colore delle proprie foglie per imitare le foglie della pianta ospite su cui si arrampica. Documentata da Gianoli e Carrasco-Urra (Current Biology, 2014): la stessa liana mostra foglie di forme, dimensioni, colori e venature molto diverse su piante ospiti diverse. Possibile spiegazione: mimetismo aposematico verso gli erbivori che si nutrono della pianta ospite (se la foglia assomiglia alla foglia ospite che non viene mangiata, non viene mangiata neanche la foglia mimetica). Il meccanismo molecolare di questo mimetismo in real-time è ancora sconosciuto. Foglie senescenti come mimetismo: le foglie autunnali che ingialliscono potrebbero funzionare parzialmente come segnale "foglia ormai non nutritiva" per gli erbivori che preferiscono le foglie verdi. Non un mimetismo classico, ma una funzione che potrebbe contribuire alla selezione per il cambiamento cromatico autunnale.
Il mimetismo nella dispersione dei semi: ingannare i dispersori
Alcune piante producono frutti o semi che imitano altri frutti o semi più preziosi, ingannando gli animali dispersori nel trasportarli. Frutti-specchio: alcune specie producono frutti che assomigliano ai frutti nutritivi di altre piante dello stesso habitat ma offrono meno ricompensa nutrizionale. Fungono come "pubblicità ingannevole" verso gli uccelli frugivori che li mangiano e disperdono i semi. Semi che imitano insetti: alcuni semi (es. Catasetum, alcune Euphorbie tropicali) hanno appendici che somigliano a insetti morti o a larve, attraendo gli insetti necrofagi che li raccolgono e spostano (mirmecoria mimicry: imitazione dei semi di mirmecofite per indurre le formiche a raccoglierli). Elaiosomi falsi: alcune piante producono appendici bianche simili agli elaiosomi (i corpuscoli ricchi di lipidi che le mirmecofite producono per attirare le formiche che disperdono i semi), ma di qualità nutrizionale inferiore. Le formiche vengono indotte a raccogliere i semi per l'elaiosome imitativo, disperdendoli nelle formicaie. Arilli e polpa mimetica: alcuni semi producono arilli (guaine carnose) che imitano visivamente i frutti succosi ma sono meno nutritivi delle piante che imitano. Un "risparmio" evolutivo che comunque assicura la dispersione.
Domande frequenti
Qual è la funzione del mimetismo litoide nelle piante come le Lithops?
Il mimetismo litoide permette alle piante come le Lithops di assomigliare a sassi per sfuggire agli erbivori in ambienti aridi, proteggendo così le loro riserve d'acqua preziose e aumentando le possibilità di sopravvivenza.
Come funziona il mimetismo floreale nelle orchidee Ophrys per ingannare gli impollinatori?
Le orchidee Ophrys imitano visivamente e olfattivamente le femmine di specifiche api o vespe, inducendo i maschi a tentare la copulazione con il fiore, che così trasporta il polline senza offrire nettare o ricompense.
In che modo alcune piante usano il mimetismo per ridurre gli attacchi degli erbivori sulle foglie?
Alcune piante producono foglie che sembrano già danneggiate o infestate, con macchie o fori simili a quelli causati da insetti, dissuadendo così nuovi erbivori dal mangiarle per evitare competizione o predazione.
Come sfruttano alcune piante il mimetismo nella dispersione dei semi?
Alcune piante producono semi o frutti che imitano quelli più nutrienti o attraenti di altre specie, ingannando gli animali dispersori a trasportarli, anche se offrono meno ricompense, assicurando così la diffusione dei semi.
Italiano
English
Français
Deutsch
Español
Português
Svenska
Suomi
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!
Lascia un commento