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Scadenze

"da consumarsi entro" vs "da consumarsi preferibilmente"
Scadenze
Ambiente e Sostenibilità Riduzione Sprechi 02/12/2026

Le date sulle etichette degli alimenti sono tra le informazioni più fraintese dai consumatori europei. Uno studio della WRAP (organizzazione britannica anti-spreco) stima che il 20% degli sprechi alimentari domestici nel Regno Unito sia direttamente causato da errata interpretazione delle date di scadenza: alimenti perfettamente consumabili vengono buttati perché la data è passata, indipendentemente dal fatto che siano realmente deteriorati. La situazione in Italia è simile. La distinzione tra le due diciture è fondamentale ed è sancita dalla normativa europea (Regolamento UE 1169/2011).

"Da consumarsi entro" (TMC breve): la scadenza vera

"Da consumarsi entro il [data]" (o "da consumarsi entro e non oltre il [data]") indica la data di scadenza vera e propria: il limite oltre il quale l'alimento non deve essere consumato per ragioni di sicurezza alimentare. Dopo questa data, il prodotto può essere un rischio per la salute. Si usa per: prodotti deperibili microbiologicamente: carne fresca, pesce fresco, latticini freschi (mozzarella, ricotta, latte fresco), prodotti pronti (insalate in busta, tagliate di frutta), alcuni succhi freschi. Per questi prodotti: il supermercato non può vendere prodotti con data scaduta (violazione delle norme igienico-sanitarie), il consumatore non deve consumarli dopo la data indicata anche se sembrano normali (i batteri patogeni non sempre producono odori o aspetto alterato). Il pericolo di questi alimenti dopo la scadenza è reale: Listeria, Salmonella, Campylobacter non si percepiscono sensorialmente nelle fasi iniziali.

"Da consumarsi preferibilmente entro" (TMC): la data di qualità

"Da consumarsi preferibilmente entro il [data]" (in inglese "Best Before") indica la data entro cui il produttore garantisce le caratteristiche organolettiche ottimali (sapore, aroma, consistenza, colore, valore nutrizionale). Dopo questa data, il prodotto non è pericoloso ma potrebbe aver perso qualche caratteristica di qualità. Si usa per: prodotti a lunga conservazione: pasta secca, riso, farina, biscotti, conserve, olio, succhi UHT, latte UHT, miele, aceto, cioccolato, formaggi stagionati, prodotti surgelati, caffè. Questi prodotti possono essere consumati ben oltre la data indicata se conservati correttamente: pasta secca consumata 1-2 anni dopo il TMC è perfettamente sicura, forse con lieve perdita di aroma ma commestibile. Il miele non scade mai in senso biologico (è stato trovato miele commestibile in tombe egizie di 3.000 anni fa). La confusione tra le due etichette è il principale driver dello spreco nei prodotti secchi e a lunga conservazione.

I prodotti senza data di scadenza obbligatoria

Non tutti gli alimenti sono obbligati ad avere una data in etichetta. In Europa, sono esentati dall'obbligo di TMC: vini, liquori e bevande alcoliche con più del 10% di alcol, aceto, sale, zucchero solido, prodotti da forno e pasticceria da consumarsi entro 24 ore (pane fresco di giornata), chewing gum. Per il pane fresco: è implicito che sia "di giornata" e la freschezza si valuta sensorialmente.

Come usare i sensi per valutare la commestibilità oltre la data TMC

Per i prodotti con "da consumarsi preferibilmente entro": guarda, annusa, assaggia. Vista: presenza di muffe visibili (scarta sempre i cibi ammuffiti: le muffe producono micotossine che penetrano nel prodotto anche se non visibili), cambiamenti di colore anomali, separazione di fasi anomale. Olfatto: odori acidi, rancidi, fetidi: segnali chiari di deterioramento. Gusto (piccolo assaggio): acidità anomala, sapore rancido o "strano": segnali di deterioramento. Se non c'è nessuno di questi segnali, il prodotto è quasi certamente commestibile. Valutazione per categoria: yogurt, latte fresco, formaggio fresco: 1-7 giorni oltre la data con verifica sensoriale. Pasta secca, riso, farina: mesi o anni oltre la data se conservati al riparo dall'umidità. Conserve e scatolette: anni oltre la data se il contenitore è integro (nessun rigonfiamento: potenziale botulismo in caso di rigonfiamento). Congelati: la data indica qualità ottimale: sicuri praticamente a tempo indeterminato se mantenuti a -18°C.

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Il pacco di pasta scaduto 8 mesi fa non è veleno: è pasta. Il barattolo di pomodori scaduto 2 anni fa non è pericoloso se non è rigonfio: è salsa. Il vasetto di miele senza data è immortale. Buttare questi alimenti per paura della data è buttare soldi e risorse per ignoranza delle norme. Impara la differenza tra scadenza vera e data di qualità: ti risparmierà anni di sprechi inutili.

Guida rapida alle date per categoria di alimento

Consumare entro la data (sicurezza): carne fresca, pesce fresco, pollame fresco, mozzarella fresca e ricotta fresca, latte fresco, prodotti di gastronomia pronti (insalate, tagliate). Consumare preferibilmente entro la data (qualità): tutti i prodotti secchi e a lunga conservazione. La data è una guida, non un ordine. Nessuna data obbligatoria: vino, aceto, sale, zucchero, miele, pane fresco di giornata. Valutazione sensoriale: per tutti i latticini a media conservazione (yogurt, formaggi semiduri, panna), 1-5 giorni oltre la data con verifica visiva e olfattiva sono normalmente sicuri se conservati in frigorifero a temperatura corretta.

Il problema dei supermercati: lo spreco a monte della casa

I supermercati italiani sono obbligati per legge (DL 166/2016, "Legge Gadda") a donare gli alimenti invenduti prossimi alla scadenza invece di buttarli. La legge ha ridotto il costo fiscale delle donazioni per le imprese incentivando le cessioni a enti caritativi (Banco Alimentare, Caritas, Empori Solidali). Il risultato: le donazioni di cibo da parte della grande distribuzione sono aumentate significativamente dal 2016. Ma molto ancora finisce in discarica o in biogas per ritardi logistici o per mancanza di strutture riceventi. Come consumatore puoi supportare questo sistema comprando i prodotti prossimi alla scadenza (spesso scontati del 30-50%) quando li trovi nell'apposita sezione del supermercato: riduci lo spreco e risparmi.

Come parlare di scadenze con i bambini

Insegnare ai bambini a valutare la qualità del cibo con i sensi invece di affidarsi ciecamente alle date in etichetta è una delle lezioni pratiche di educazione alimentare più utili. Attività pratica: prendi un vasetto di yogurt scaduto da 3 giorni e uno fresco. Apri entrambi. Guarda, annusa, assaggia (in piccole quantità, con supervisione). Qual è la differenza? Probabilmente nessuna. Poi prova con del latte fresco scaduto da 5 giorni: qui la differenza sensoriale si percepirà. Questo esercizio costruisce un rapporto diretto e fiducioso con il cibo basato sulla valutazione reale invece che sull'etichetta, competenza preziosa per tutta la vita.

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra "da consumarsi entro" e "da consumarsi preferibilmente entro" sulle etichette alimentari?

"Da consumarsi entro" indica la data di scadenza per la sicurezza alimentare, oltre la quale il prodotto può essere pericoloso. "Da consumarsi preferibilmente entro" indica la data di qualità, dopo la quale il prodotto può perdere caratteristiche organolettiche ma resta sicuro da consumare.

Come capire se un alimento con etichetta "da consumarsi preferibilmente entro" è ancora commestibile dopo la data indicata?

Bisogna valutare aspetto, odore e gusto: assenza di muffe, odori strani o sapori anomali indica che il prodotto è ancora sicuro. Questa verifica sensoriale è fondamentale per evitare sprechi inutili, soprattutto per prodotti a lunga conservazione.

Quando conviene acquistare prodotti prossimi alla scadenza nei supermercati?

Conviene comprare prodotti con scadenza imminente perché spesso sono scontati del 30-50%, riducendo lo spreco alimentare e risparmiando. È importante verificare che siano ancora sicuri e consumarli rapidamente, soprattutto se sono deperibili.

Cosa succede se si consumano alimenti con "da consumarsi entro" oltre la data indicata?

Consumare alimenti con "da consumarsi entro" dopo la data può comportare rischi per la salute, poiché possono svilupparsi batteri patogeni invisibili e insapori come Listeria o Salmonella. È quindi importante rispettare questa scadenza per evitare intossicazioni alimentari.

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