L'allocco
Signore silenzioso della notte tra i faggi e le querce d'Italia
Nelle notti d'autunno, nei boschi di faggio e di quercia degli Appennini, si sente un verso che fa rabbrividire chi non lo conosce: un lungo ululato modulato, cupo, che rimbalza tra i tronchi nell'oscurità. Hu-huhu-huuuuu. È l'allocco. Non è un presagio — è semplicemente il più grande e il più potente dei rapaci notturni italiani che annuncia la sua presenza nel territorio.
Chi è l'allocco
L'allocco (Strix aluco) è il rapace notturno più comune e più diffuso d'Europa, presente in tutti i tipi di bosco italiano dalla pianura fino a circa 1.500 metri di quota. È grande quanto un piccione, ma molto più massiccio: il peso è di 350-600 grammi, e la forma tozza con la testa grossa lo fa sembrare ancora più imponente. Non ha le orecchie "a ciuffo" tipiche dei gufi — ha una testa completamente rotonda, con un disco facciale marcato che può essere bruno-rossastro o grigio a seconda della morfa. Gli occhi sono grandi e neri — non gialli come nella civetta — e completamente fissi nelle orbite: per guardare di lato, l'allocco deve girare tutta la testa. Per compensare questa rigidità oculare, il collo dell'allocco (come quello di tutti gli Strigidi) può ruotare di 270 gradi — tre quarti di giro in entrambe le direzioni.
Il volo silenzioso: un'ingegneria delle piume
Il volo degli Strigidi è quasi completamente silenzioso — un adattamento fondamentale per un predatore che si avvicina alle prede di notte, quando ogni fruscio le mette in allerta. Il segreto è nella struttura delle penne di volo. Nei rapaci diurni (falchi, poiane), il margine anteriore delle remiganti primarie (le penne più grandi delle ali) è duro e tagliente — produce un suono caratteristico in volo. Nell'allocco (e in tutti i Strigidi) quel margine è invece frastagliato, con una serie di denti microscopici che spezzano la turbolenza dell'aria, eliminando il suono di volo. Le penne di copertura sono morbidissime e sovrapposte in modo da assorbire ulteriormente le vibrazioni. Il risultato è che un allocco che vola a un metro da te in piena oscurità è completamente inudibile — percepisci solo lo spostamento d'aria del passaggio.
La fedeltà al territorio e al partner
L'allocco è uno degli uccelli più fedeli al territorio che esista. Una coppia di allocchi può occupare lo stesso bosco per 10-20 anni consecutivi, tornando ogni anno alla stessa cavità per nidificare. I due partner rimangono insieme per tutta la vita (sono monogami quasi assoluti) e si riconoscono dal canto: il maschio risponde sistematicamente al verso della femmina, e i duetti notturni tra i due partner sono una delle voci più belle e più caratteristiche del bosco notturno italiano. Il maschio porta il cibo alla femmina durante tutto il periodo dell'incubazione (febbraio-aprile) e per le prime settimane dopo la schiusa dei piccoli: un investimento parentale notevole per un uccello selvatico.
Il territorio dell'allocco e la sua relazione con gli alberi
Il territorio di una coppia di allocchi è centrato su una cavità di nidificazione (quasi sempre una cavità naturale in un albero vecchio, raramente una cavità di picchio o una cassetta artificiale) e si estende su circa 15-20 ettari di bosco. All'interno di questo territorio, i due allocchi conoscono ogni albero, ogni ramo posatoi, ogni zona ricca di topi. I posatoi preferiti — rami alti con visuale ampia, spesso gli stessi per anni — sono riconoscibili per l'accumulo di borre e di impronte di artigli sul ramo. L'allocco dipende dai grandi alberi con cavità per la riproduzione: è una delle specie che più risente della riduzione del numero di alberi vecchi nei boschi gestiti intensivamente.
Cosa mangia e come caccia
L'allocco è un predatore generalista che si adatta alla preda disponibile nel suo territorio. Nei boschi di campagna e collina, la dieta è dominata da topi, arvicole, toporagni e talpe. In primavera-estate, quando sono abbondanti, preda anche rane, lucertole, lombrichi, coleotteri e altri invertebrati grandi. Nelle zone urbane con parchi alberati, i piccioni, i merli e i passeri dormenti notturno possono costituire una parte significativa della dieta. La caccia avviene quasi esclusivamente dal posatoi fisso: l'allocco attende immobile su un ramo, orientando il disco facciale verso ogni sorgente sonora. Quando localizza una preda, si lancia in un volo silenzioso quasi verticale e la cattura con gli artigli. La localizzazione è talmente precisa che può catturare un topo in erba alta con oscurità totale.
L'allocco vola nel buio più assoluto senza fare il minimo rumore, e sente cose che noi non percepiamo nemmeno. È l'invisibilità fatta uccello. E ogni notte, nei boschi italiani, fa il suo lavoro di sentinella dell'oscurità con una precisione che nessun drone può eguagliare.
Come incontrare l'allocco: uscite notturne e cassette nido
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- Esci di notte in autunno: il periodo di maggiore attività vocale dell'allocco è agosto-novembre, quando i giovani dell'anno si disperdono e le coppie adulte si riaffermano nei territori. Le notti di luna piena sono le migliori: gli allocchi cantano di più nelle notti chiare. Basta un bosco vicino a casa, una torcia, silenzio e pazienza. n
- Impara il canto: il verso territoriale del maschio è un lungo fischio modulato (huuuu con inflessione discendente, poi pausa, poi hu-huhu-huuuuu). Il verso della femmina è più acuto e diretto (kewik o ku-wìt). I duetti tra i due sono riconoscibili: uno risponde all'altro in pochi secondi. Le app Merlin Bird ID e BirdNET identificano il canto con altissima precisione. n
- Cassetta nido per allocchi: la cassetta per allocchi ha dimensioni maggiori di quelle per civette: circa 45×30×30 cm, foro di 18-20 cm di diametro, posizionata a 4-6 metri di altezza su un albero con tronco grande (quercia, faggio, platano). Viene accettata più facilmente se posizionata in un bosco già frequentato dagli allocchi (riconoscibile dalle borre sotto i posatoi). n
- Cerca le borre al mattino: le borre dell'allocco sono più grandi di quelle della civetta (4-6 cm di lunghezza, scure e lucide per i peli del topo). Si trovano sotto i posatoi preferiti: ai piedi di grandi alberi nei cimiteri, sotto gli sporti dei tetti di chiese e casolari, sotto i ponti. La dissezione è un'eccellente attività educativa per le scuole medie. n
- Attenzione ai cuccioli a terra in primavera: da maggio a luglio, i giovani allocchi appena usciti dal nido (branzolaglie) passano alcuni giorni a terra o su rami bassi mentre imparano a volare. Se ne trovi uno sul suolo del bosco, non raccoglierlo: è normale, i genitori continuano a nutrirlo da lontano. Raccoglierlo è controproducente e illegale (specie protetta). Chiamate il CRAS solo se è visibilmente ferito o se ci sono gatti in zona. n
L'allocco è uno di quegli animali che ti fanno capire quanta vita esiste in un bosco di notte — una vita parallela, silenziosa, invisibile a chi va nel bosco solo di giorno. Imparare a cercarlo è imparare a vedere il bosco intero, non solo la metà illuminata.
Domande frequenti
Qual è il segreto del volo silenzioso dell'allocco e come lo aiuta nella caccia?
Il volo silenzioso dell'allocco è dovuto alla struttura frastagliata delle penne di volo e alle penne di copertura morbide che assorbono le vibrazioni. Questo permette all'allocco di avvicinarsi alle prede senza essere udito, aumentando l'efficacia della caccia notturna.
Come riconoscere il territorio di una coppia di allocchi nei boschi?
Il territorio di una coppia di allocchi si estende su 15-20 ettari ed è centrato su una cavità di nidificazione in un albero vecchio. I posatoi preferiti sono rami alti con accumulo di borre e impronte di artigli, spesso usati per anni, indicativi della presenza stabile della coppia.
Quando è il periodo migliore per ascoltare il canto dell'allocco e come identificarlo?
Il periodo migliore è da agosto a novembre, soprattutto nelle notti di luna piena, quando gli allocchi sono più vocali. Il maschio emette un lungo fischio modulato mentre la femmina ha un verso più acuto; i duetti tra i due sono distintivi e possono essere riconosciuti con app come Merlin Bird ID.
Come comportarsi se si trova un giovane allocco a terra durante la primavera?
I giovani allocchi appena usciti dal nido possono stare a terra o su rami bassi mentre imparano a volare. Non bisogna raccoglierli perché i genitori continuano a nutrirli da lontano. È consigliato chiamare un centro di recupero solo se il cucciolo è ferito o in pericolo da predatori.
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