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Gli incendi boschivi

Come nascono, come si prevengono e come il bosco si riprende
Gli incendi boschivi
Proteggere gli Alberi Minacce agli Alberi 29/08/2027

In agosto 2021, gli incendi boschivi hanno bruciato 160.000 ettari di foresta in Italia nel giro di pochi mesi — da Sicilia e Sardegna alle Alpi. Le immagini dei boschi in fiamme, del fumo che copriva le città, degli animali che fuggivano, erano sui giornali di tutto il mondo. Ma cosa sappiamo davvero degli incendi boschivi? E cosa possiamo fare?

La fisiologia del fuoco nel bosco

Un incendio boschivo richiede tre elementi — il triangolo del fuoco: combustibile (biomassa vegetale secca), comburente (ossigeno) e innesco (scintilla o alta temperatura). In un bosco mediterraneo o di conifere in estate, il combustibile è abbondante (erba secca, lettiera, rametti morti). Il comburente è onnipresente. L'unico fattore che manca, spesso, è l'innesco — e nella grande maggioranza dei casi l'innesco è di origine umana, dolosa o accidentale. I dati del Corpo Forestale dello Stato indicano che oltre il 90% degli incendi boschivi italiani è di origine antropica: dolosi (appiccati deliberatamente), colposi (negligenza — sigarette, fuochi da campo, bruciatura di sterpaglie), o causati da infrastrutture (linee elettriche, scintille dei treni). Gli incendi di origine naturale (fulmini) sono relativamente rari in Italia. Una volta innescato, l'incendio si propaga in funzione del vento (che porta ossigeno fresco e trasporta braci), della pendenza (il fuoco sale più velocemente verso le quote alte) e del tipo di vegetazione (i boschi di conifere bruciano molto più facilmente per via della resina).

Il ruolo ecologico del fuoco: non è solo distruzione

In molti ecosistemi mediterranei, il fuoco ha avuto un ruolo ecologico naturale per millenni. Prima che l'umanità sopprimesse sistematicamente gli incendi, i boschi mediterranei bruciavano a intervalli regolari (ogni 5-30 anni, a seconda del tipo di vegetazione), mantenendo un paesaggio aperto e diversificato. Molte specie vegetali del Mediterraneo si sono adattate evolutivamente al fuoco: la fillirea, il leccio, il corbezzolo, la macchia alta rigettano vigorosamente dalle radici dopo il passaggio del fuoco. Alcune piante dei boschi australiani hanno semi che germinano solo dopo il fuoco (la stessa strategia della sequoia gigante americana). Il problema non è il fuoco in sé — è la frequenza e l'intensità: incendi troppo frequenti non lasciano il tempo alla vegetazione di riprendersi; incendi troppo intensi (causati dall'accumulo di biomassa secca per la soppressione artificiale degli incendi) uccidono anche le specie adattate al fuoco. La politica di estinzione totale degli incendi adottata nel XX secolo in Europa e in America ha spesso aggravato il problema, accumulando combustibile per decenni e producendo infine incendi catastrofici invece di quelli di bassa intensità che avrebbero mantenuto l'ecosistema in equilibrio.

Il sistema antincendio italiano

Il sistema di prevenzione e lotta agli incendi boschivi in Italia coinvolge: il Corpo Forestale (poi confluito in Carabinieri Forestali) per la prevenzione, il monitoraggio e le prime indagini; i Vigili del Fuoco per lo spegnimento a terra; la flotta aerea della Protezione Civile (Canadair CL-415, Hercules, elicotteri) per lo spegnimento aereo. In estate, le regioni ad alto rischio attivano sistemi di sorveglianza attiva (torri di avvistamento, pattugliamento aereo, telecamere di rilevamento automatico del fumo). La fase di prevenzione — pulizia della vegetazione secca ai bordi delle strade, creazione di viali tagliafuoco, sensibilizzazione pubblica — è la più importante ma spesso la più trascurata per mancanza di risorse. Il ruolo dei volontari antincendio (Protezione Civile, Corpo Nazionale Soccorso Alpino) è fondamentale nella gestione delle emergenze locali.

Dopo l'incendio: il bosco che rinasce

La rinascita di un bosco dopo un incendio segue schemi precisi. Nei primi mesi: le specie erbacee pioniere (cardi, fichi d'india, erbe annuali) colonizzano rapidamente il suolo bruciato. Nel primo anno: i rigetti delle radici degli arbusti adattati al fuoco (leccio, corbezzolo, fillirea, rovo) emergono con vigore. In 2-5 anni: il sottobosco è ricostituito; le specie arboree più veloci (pino, betulla, pioppo, sorbo) iniziano a colonizzare. In 10-20 anni: la copertura arborea si richiude progressivamente. In 50-100 anni: il bosco si avvicina nuovamente allo stadio pre-incendio. Questo processo naturale può essere accelerato da interventi di rimboschimento attivo, ma richiede la scelta accurata delle specie — introdurre le stesse monoculture di pino che bruciavano facilmente è controproducente.

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Il bosco brucia e poi ricresce. Ha sempre fatto così. Il problema non è il fuoco — è che stiamo bruciando troppo spesso, troppo forte, e le foreste non hanno il tempo di riprendersi tra un incendio e l'altro. Il fuoco non è il nemico del bosco. La nostra incapacità di gestirlo lo è.

Come comportarsi durante e dopo un incendio boschivo

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  • Prevenzione quotidiana: non accendere mai fuochi all'aperto durante i mesi a rischio (solitamente giugno-settembre, con variazioni regionali). Non lanciare sigarette accese dal finestrino dell'auto. Non bruciare sterpaglie nei periodi di divieto (verifica le ordinanze comunali). Non parcheggiare auto con la marmitta calda sull'erba secca.
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  • Segnalazione rapida: se vedi fumo in un'area boschiva, chiama immediatamente il numero unico di emergenza 112 (o 1515 per il Corpo Forestale) indicando la posizione precisa con GPS o con i punti di riferimento visibili. La velocità di segnalazione è fondamentale: un incendio scoperto nei primi 5 minuti è molto più facile da controllare di uno scoperto dopo 30 minuti.
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  • In caso di incendio vicino: non tentare mai di spegnere un incendio boschivo da soli — è pericoloso. Allontanati velocemente in direzione perpendicolare o contraria al vento, non in direzione del fuoco. Non correre verso l'alto (il fuoco sale più velocemente di te in salita). Se sei in auto, non percorrere strade attraversate dal fuoco. Chiama i soccorsi e seguire le istruzioni delle autorità.
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  • Partecipa al volontariato antincendio: le associazioni di volontari della Protezione Civile in molte regioni italiane offrono corsi di formazione per volontari antincendio boschivo. È una delle forme di volontariato ambientale più concrete e più utili disponibili in Italia.
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  • Visita un'area percorsa dal fuoco qualche anno dopo: portare i bambini in un'area bruciata 2-3 anni prima dell'incendio è una delle lezioni di resilienza degli ecosistemi più immediate e più positive. Vedere la vegetazione che ricresce vigorosa, le specie pioniere che hanno colonizzato il suolo nero, i primi arbusti che già fanno ombra — è la dimostrazione concreta che la natura non si arrende. Il bosco ricomincia sempre.
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Gli incendi boschivi italiani sono nella stragrande maggioranza evitabili. Non servono tecnologie avanzate: serve che ogni persona che entra in un bosco in estate non accenda fuochi, non lasci sigarette, non braci di barbecue nell'erba. La prevenzione di un incendio costa zero. Le conseguenze di non farlo, a volte, costano un bosco intero.

Domande frequenti

Qual è il ruolo ecologico naturale del fuoco nei boschi mediterranei?

Il fuoco nei boschi mediterranei ha un ruolo ecologico naturale, mantenendo il paesaggio aperto e diversificato. Molte specie vegetali si sono adattate al fuoco, rigettando dalle radici o germinando solo dopo il passaggio delle fiamme, contribuendo al rinnovamento dell'ecosistema.

Come si può prevenire efficacemente un incendio boschivo durante i mesi a rischio?

La prevenzione efficace include non accendere fuochi all'aperto, evitare di gettare sigarette accese, non bruciare sterpaglie nei periodi di divieto e non parcheggiare auto con marmitta calda sull'erba secca. La sensibilizzazione e la pulizia della vegetazione secca sono fondamentali.

Cosa succede al bosco dopo un incendio e quanto tempo serve per la sua rigenerazione?

Dopo un incendio, il bosco si rigenera in fasi: specie erbacee pioniere colonizzano subito, arbusti adattati al fuoco rigettano entro il primo anno, alberi veloci colonizzano in 2-5 anni, e la copertura arborea si richiude in 10-20 anni. Il bosco può tornare allo stadio pre-incendio in 50-100 anni.

Quando conviene segnalare un incendio boschivo e qual è il comportamento corretto in sua presenza?

È fondamentale segnalare immediatamente un incendio appena si vede fumo, chiamando il numero di emergenza con la posizione precisa. In presenza di incendio, non tentare di spegnere da soli, allontanarsi perpendicolarmente al vento e non dirigersi verso l'alto o strade attraversate dal fuoco, seguendo le istruzioni delle autorità.

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