I movimenti per i diritti degli alberi nel mondo
Storie, battaglie e vittorie nel cammino verso la tutela degli alberi
Nel 2017, il Parlamento neozelandese ha approvato una legge che conferisce al fiume Whanganui la personalità giuridica — lo stesso status legale di una persona o di un'azienda. Il fiume può essere rappresentato in tribunale da due guardiani (uno Māori, uno della corona). Non è fantascienza: è diritto positivo in vigore. È parte di un movimento globale crescente che chiede di estendere i diritti legali agli ecosistemi naturali — inclusi gli alberi e le foreste. Una rivoluzione culturale e giuridica che sta prendendo forme concrete in decine di paesi.
I diritti della natura: dal concetto alla legge
Il concetto di Rights of Nature (diritti della natura) fu formalizzato per la prima volta dal giurista americano Christopher Stone nel suo saggio Should Trees Have Standing? (1972) — un testo provocatorio che chiedeva perché gli oggetti naturali (alberi, oceani, foreste) non potessero avere diritti legali, proprio come le società commerciali ne hanno da secoli. L'idea rimase teorica per decenni. Poi, nel 2008, l'Ecuador divenne il primo paese al mondo a inserire i diritti della natura nella propria Costituzione (artt. 71-74): la Pachamama (la Madre Terra nella cosmologia andina) ha il diritto fondamentale di esistere, di essere mantenuta e di rigenerarsi. Dal 2008, diversi casi sono stati portati davanti ai tribunali ecuadoriani invocando i diritti costituzionali della natura con risultati misti ma simbolicamente importanti. Nel 2010, la Bolivia ha approvato la Ley de Derechos de la Madre Tierra, che riconosce alla natura sette diritti fondamentali, inclusi il diritto alla vita, alla diversità della vita, all'acqua, all'aria pulita, e alla rigenerazione. In Colombia, la Corte Suprema ha riconosciuto nel 2018 la foresta amazzonica colombiana come soggetto di diritti — una sentenza storica che ha obbligato il governo a sviluppare un piano di protezione dell'Amazzonia.
Le battaglie per gli alberi specifici: casi emblematici
A livello locale e nazionale, esistono centinaia di battaglie per la protezione di singoli alberi o di gruppi di alberi. Alcune tra le più note: La campagna per l'olmo di Glasgow (2007): una singola quercia nel centro di Glasgow divenne il simbolo di una battaglia civica contro un progetto edilizio che l'avrebbe abbattuta. La petizione raccoglie 20.000 firme in una settimana; l'albero è ancora lì. La battaglia per le querce di via Assarotti a Genova (2018): querce centenarie lungo un viale storico minacciate da lavori stradali. La mobilitazione civica portò alla modifica del progetto. La protesta di Standing Rock (USA, 2016-2017): le nazioni indigene Sioux si opposero alla costruzione dell'oleodotto Dakota Access che minacciava acque sacre e alberi rituali. La battaglia, persa legalmente, divenne un simbolo mondiale della difesa dei diritti indigeni e della natura. In Italia, numerosi comitati locali si sono formati per difendere alberi specifici minacciati da interventi ediliari o stradali — con tassi di successo variabili ma crescenti con la crescita della consapevolezza pubblica.
Il movimento internazionale: organizzazioni e iniziative
Il Global Alliance for the Rights of Nature coordina il movimento internazionale con sede in Ecuador. La Community Environmental Legal Defense Fund (CELDF) degli USA ha aiutato decine di comunità locali a elaborare ordinanze che riconoscono diritti legali agli ecosistemi. In Italia, l'associazione Ecogiuris studia e promuove il riconoscimento giuridico dei diritti della natura nel sistema legale italiano. Il movimento IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) ha adottato nel 2016 una mozione che chiede il riconoscimento dei diritti della natura nel diritto internazionale.
Nel 1972, un giurista americano chiese: perché gli alberi non possono avere diritti? Cinquant'anni dopo, in Ecuador la natura è nella Costituzione, in Nuova Zelanda un fiume è una persona giuridica. Non è ancora la risposta completa. Ma dimostra che le domande impossibili diventano, a volte, risposte concrete. Basta chiederle abbastanza a lungo.
Come partecipare al movimento per i diritti degli alberi in Italia
- n
- Segui le organizzazioni attive in Italia: Legambiente, WWF Italia, ProNatura e numerosi comitati locali seguono le battaglie per la difesa degli alberi e dei boschi. Iscriversi alle newsletter, partecipare agli eventi, condividere le campagne sui social sono azioni concrete anche per chi non può impegnarsi attivamente. n
- Partecipa ai processi partecipativi locali: i piani urbanistici dei Comuni prevedono fasi di partecipazione pubblica. Quando un piano include la rimozione di alberi o la modifica di aree verdi, hai il diritto di presentare osservazioni formali. Le osservazioni dei cittadini hanno in alcuni casi cambiato le decisioni. n
- Sostieni le cause legali per la tutela degli alberi: alcune associazioni (come Pro Natura o Legambiente) presentano ricorsi legali contro abbattimenti illegali o autorizzazioni improprie. Supportarle economicamente contribuisce a finanziare battaglie legali che hanno effetti di sistema. n
- Racconta queste storie: la diffusione culturale del concetto che gli alberi hanno valore intrinseco — non solo utilitaristico — è il motore di tutti questi cambiamenti. Raccontare la storia del fiume Whanganui, dei diritti della natura in Ecuador, delle battaglie locali italiane ai bambini, agli amici, sui social, contribuisce alla trasformazione culturale che precede quella legale. n
- Con i bambini — il processo all'albero: proponi ai bambini un gioco di ruolo: un grande albero del giardino scolastico è minacciato di abbattimento per costruire un parcheggio. Dividete la classe in tre gruppi: chi difende l'albero (avvocati dell'albero, testimoni naturalistici), chi vuole abbatterlo (costruttori, chi ha bisogno del parcheggio), e il giudice. Il dibattito che emerge insegna argomentazione, pensiero critico, e la complessità del bilanciamento tra interessi diversi — inclusi quelli degli esseri non umani. n
I diritti degli alberi non sono un'idea stravagante: sono la risposta logica alla domanda di come proteggere qualcosa che non può difendersi da solo in un sistema giuridico costruito intorno agli interessi umani. Ci sono voluti secoli per estendere i diritti alle donne, ai lavoratori, ai popoli colonizzati. Forse ci vorranno decenni per estenderli agli alberi. Ma il cammino è iniziato.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra i diritti legali di un fiume e quelli di un albero nel movimento globale per la tutela della natura?
Il fiume Whanganui in Nuova Zelanda ha personalità giuridica completa, rappresentato legalmente come una persona, mentre gli alberi spesso sono tutelati tramite diritti della natura più generali o casi specifici, senza sempre avere uno status giuridico autonomo come un fiume.
Come capire se un ecosistema naturale ha diritti legali riconosciuti in un paese?
Si verifica se la legislazione o la costituzione del paese riconosce esplicitamente diritti alla natura, come in Ecuador o Bolivia, o se ci sono sentenze giudiziarie che attribuiscono diritti specifici a foreste, fiumi o alberi, come in Colombia o Nuova Zelanda.
Quando conviene sostenere cause legali per la tutela degli alberi?
Conviene sostenere cause legali quando ci sono abbattimenti illegali o autorizzazioni improprie che minacciano alberi o foreste, poiché queste azioni possono creare precedenti giuridici importanti e rafforzare la protezione legale degli ecosistemi naturali.
Come scegliere le azioni più efficaci per partecipare al movimento per i diritti degli alberi?
È utile combinare il sostegno a organizzazioni ambientaliste, la partecipazione ai processi partecipativi locali, il supporto alle cause legali e la diffusione culturale delle storie di tutela degli alberi per massimizzare l'impatto e favorire cambiamenti legali e sociali.
Italiano
English
Français
Deutsch
Español
Português
Svenska
Suomi
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!
Lascia un commento