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Alberi velenosi comuni in Italia

Quali conoscere, riconoscere e rispettare per non sbagliare
Alberi velenosi comuni in Italia
Gli Alberi che ci Circondano Riconoscere gli Alberi 24/06/2027

Il bosco è un posto sicuro — ma non per chi lo conosce male. In Italia crescono spontaneamente o vengono coltivate nei giardini decine di specie arboree e arbustive con parti tossiche. Non serve la paranoia: basta conoscerle. Un bambino che sa riconoscere il tasso non mangia le bacche rosse che trova nel parco del nonno. Una regola semplice e un po' di informazione possono fare la differenza.

Il tasso (Taxus baccata): il più pericoloso dei nostri boschi

Il tasso (Taxus baccata) è probabilmente l'albero più velenoso dell'Europa temperata. È un sempreverde con aghi piatti e scuri, bacche rosse carnose (gli arilli) e tronco rossastro. Cresce spontaneamente nei boschi collinari e montani italiani (specialmente sotto i faggi), ed è comune nei giardini, nei cimiteri e nelle siepi ornamentali. La parte tossica: quasi tutta la pianta, ad eccezione della polpa rossa dell'arillo (il quale è commestibile ma ha un sapore blando e stucchevole). I semi contenuti nell'arillo, gli aghi, la corteccia e i rami contengono taxine — alcaloidi che interferiscono con il cuore causando aritmie fatali. L'avvelenamento da tasso può uccidere in poche ore. È letale per i cavalli (i più sensibili), i bovini, i cani e l'uomo. Il seme del tasso è estremamente tossico: anche 5-10 semi possono essere letali per un bambino. I sintomi compaiono rapidamente: nausea, vomito, pallore, poi arresto cardiaco. Cosa fare: se sospetti che un bambino o un animale abbia ingerito parti di tasso, chiama immediatamente il 118 o il Centro Antiveleni (CAV di Milano: 02 66101029, sempre attivo).

L'agrifoglio (Ilex aquifolium): bacche rosse da non mangiare

L'agrifoglio (Ilex aquifolium) è l'arbusto/alberello sempreverde con le foglie lucide e spinose e le bacche rosse brillanti così associate al Natale. È comune nei boschi di latifoglie italiani e nei giardini. Le bacche, così attraenti per i bambini, contengono ilicina e teobromina: anche l'ingestione di 2-5 bacche può causare vomito, diarrea e crampi in un bambino piccolo. Le bacche non sono letali per un adulto in piccole quantità, ma possono essere pericolose per bambini e animali domestici.

L'oleandro (Nerium oleander): bellissimo e mortale

L'oleandro è uno degli arbusti ornamentali più comuni in Italia centrale e meridionale: parchi, giardini, rotatorie, autostrade del Sud sono letteralmente cosparsi di oleandri rosa, bianchi e rossi. Tutta la pianta è estremamente tossica: foglie, fiori, steli, radici, semi. Contiene glicosidi cardiaci (oleandrino, nerino) che causano gravi aritmie. L'avvelenamento può avvenire per ingestione ma anche per contatto con la linfa (irritazione cutanea) o per inalazione dei fumi di oleandro bruciato (non bruciare mai ramoscelli di oleandro in barbecue o fuochi). Il miele prodotto da api che bottinano l'oleandro è tossico. Persino l'acqua in cui sono stati messi i fiori di oleandro diventa tossica. Morti per oleandro si registrano ogni anno in Italia, soprattutto per bambini che masticano foglie o fiori.

Il robinio (Robinia pseudoacacia): i fiori si mangiano, tutto il resto no

La robinia o acacia bianca (Robinia pseudoacacia) è una delle specie arboree più diffuse in Italia, introdotta dall'America del Nord nel XVII secolo. I suoi fiori bianchi profumatissimi (maggio) sono commestibili e vengono fritti in pastella nei frittelli di acacia. Ma corteccia, radici e semi contengono robina, una fitotossina in grado di causare nausea, vomito e crampi. I semi nel baccello (simile a quelli del fagiolo) sono particolarmente attraenti per i bambini — e particolarmente pericolosi.

L'edera (Hedera helix) e il sambuco (Sambucus nigra)

L'edera ha bacche nere che sembrano appetitose ma contengono saponine ed ederina — tossiche per l'uomo, specialmente per i bambini. Il sambuco ha bacchette nero-violacee in ombrelle piatte che sono commestibili solo dopo cottura: crude contengono sambunigrina, un glicoside cianogenico che causa vomito. Cotte (marmellata, sciroppo di sambuco) sono invece sicure e gustosissime.

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La natura non è pericolosa — è indifferente. Un tasso non ha intenzione di avvelenarti. Ma le sue bacche sono lì, belle e rosse. Conoscerle è responsabilità tua, non della pianta.

Regole pratiche per famiglie e bambini: sicurezza nel bosco e in giardino

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  • La regola d'oro per i bambini: nessuna bacca, nessun frutto, nessun seme si mette in bocca senza che un adulto lo abbia identificato con certezza. Non esistono regole del tipo "le bacche rosse sono tutte tossiche" — alcune bacche rosse (fragola, lampone, ciliegia) sono sicure e buone. La regola è sempre: identificazione certa prima di ingerire qualsiasi cosa.
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  • Impara a riconoscere il tasso prima di tutto: è il più pericoloso. Aghi piatti disposti in due file su ambo i lati del rametto, colore verde scuro sopra e più chiaro sotto. Arilli rossi carnosi con seme nero all'interno. Tronco rossastro con corteccia che si scolla in placche. Se lo trovi nel giardino con bambini piccoli, considera di sostituirlo con una specie non tossica.
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  • Stai attento all'oleandro con i barbecue: non usare mai rami di oleandro come stecchi per spiedini, e non bruciare rami di oleandro nel camino o nel fuoco. I fumi sono tossici. Questo avviene più spesso di quanto si creda, soprattutto al Sud Italia dove l'oleandro è ovunque.
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  • Numeri utili da salvare nel telefono: Centro Antiveleni di Milano 02 66101029 (attivo 24/7), di Roma 06 3054343, di Firenze 055 4277238. In caso di ingestione sospetta di piante tossiche, chiama prima il CAV e poi il 118 se necessario.
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  • Insegna ai bambini a riconoscere le piante pericolose del tuo giardino: fai un giro del giardino con loro e mostragli ogni pianta. Il tasso? Quella con gli aghi piatti e le bacchette rosse — non si mangia mai, nemmeno la polpa. Il sambuco? I fiori sì, le bacchette no senza cottura. L'ortensia? Solo decorativa. La campanula? Bel fiore, tutto il resto no. Queste informazioni si imparano una volta e rimangono per tutta la vita.
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  • Per gli animali domestici: i cani sono molto vulnerabili al tasso, all'agrifoglio, all'oleandro e alle noce di macadamia. Se il tuo cane ha accesso al giardino, controlla che non ci siano tassi, oleandri o agrifogli con bacche raggiungibili.
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Conoscere le piante tossiche non deve spaventarti dall'andare nel bosco o dal fare giardinaggio. Deve semplicemente farti diventare un osservatore più attento e un genitore (o nonno) più preparato. Il bosco italiano è meraviglioso e generoso — basta saperlo rispettare e capire.

Domande frequenti

Quali sono i segni distintivi per riconoscere il tasso e perché è così pericoloso?

Il tasso ha aghi piatti disposti su due file, bacche rosse carnose con un seme nero all'interno e un tronco rossastro con corteccia a placche. È pericoloso perché contiene taxine che causano aritmie fatali, letali anche in piccole quantità, soprattutto per bambini e animali.

Come evitare i rischi legati all'oleandro durante le attività all'aperto?

Non usare mai rami di oleandro per barbecue o fuochi, poiché i fumi sono tossici. Evita il contatto con la linfa per prevenire irritazioni cutanee e tieni lontani bambini e animali dalle piante, dato che tutte le parti dell'oleandro sono velenose.

Quando conviene insegnare ai bambini a riconoscere le piante velenose e quali regole seguire?

Conviene insegnare ai bambini fin da piccoli, accompagnandoli nel riconoscimento delle piante pericolose come tasso, agrifoglio e oleandro. La regola d'oro è non mettere mai in bocca bacche o semi senza l'identificazione certa di un adulto.

Quanto incide la presenza di piante velenose come agrifoglio e robinia sulla sicurezza degli animali domestici?

La presenza di agrifoglio e robinia può essere molto rischiosa per animali domestici, poiché le bacche e i semi contengono tossine che causano vomito e crampi. È importante controllare il giardino e rimuovere o limitare l'accesso a queste piante per proteggere cani e altri animali.

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