Il tasso
Come usa gli alberi e il bosco: l'ingegnere silenzioso della foresta
Pochi animali del bosco italiano sono così poco conosciuti eppure così presenti. Il tasso vive in quasi tutti i boschi collinari e montani della penisola, ma è quasi impossibile da vedere — è notturno, schivo, e si muove con una cautela che non ti aspetti da un animale di 10-15 kg. Eppure i segni della sua presenza sono ovunque, se sai cosa cercare. E il suo lavoro di ingegnere sotterraneo è uno dei contributi più importanti alla struttura del bosco che abitiamo.
Chi è il tasso
Il tasso europeo (Meles meles) è il più grande mustelide terrestre d'Europa. Pesa tra gli 8 e i 18 kg (di più in autunno quando accumula grasso per il semi-letargo invernale), con un corpo tozzo e basso, zampe corte e forti, artigli potenti, e il caratteristico muso bianco con le due strisce nere longitudinali che coprono gli occhi. Nonostante l'aspetto massiccio è sorprendentemente agile — può trotterellare per ore durante la notte percorrendo fino a 10-15 km. Ha un'olfatto straordinario (40 volte più potente di quello umano) e vista relativamente scarsa. È l'animale con il più sviluppato sistema di ghiandole odorose tra i mustelidi europei: produce secrezioni da ghiandole sottocaudali che usa per marcare il territorio, i compagni, i cuccioli e i confini della tana.
Il sett: la tana multigenerazionale sotto le radici
La caratteristica più straordinaria del tasso è la sua tana, chiamata sett in italiano ornitologico. Un sett è un sistema di gallerie sotterranee scavato sotto le radici degli alberi e nei versanti franosi, con 5-30 entrate (ma in alcune tane storiche anche 50-100) e gallerie che si estendono per decine di metri. Le gallerie sono costantemente ampliate e mantenute dai tassi che vi abitano. Le camere interne sono foderato di erba secca, foglie e felci — il materiale viene regolarmente rinnovato (il tasso porta fuori il vecchio e rientra con il nuovo in modo sistematico). La caratteristica più affascinante è la longevità del sett: le stesse tane vengono occupate per generazioni consecutive di tassi, per decenni o addirittura secoli. In Gran Bretagna esistono sett documentati come occupati per più di 100 anni. I tassi che vi abitano appartengono a generazioni diverse ma mantengono il legame con il territorio familiare attraverso la marcatura olfattiva. Questo significa che un sett non è solo una tana: è una memoria vivente del territorio, un'istituzione biologica tramandata da genitori a figli per secoli.
Gli alberi e il tasso: una relazione strutturale
I tassi scelgono le posizioni dei sett con grande cura. Preferiscono scavare sotto le radici di alberi grandi e stabili — querce, faggi, frassini — perché le radici rinforzano le pareti delle gallerie, impediscono il cedimento del terreno e contribuiscono alla struttura portante del sett. La presenza di alberi grandi sopra il sett non è casuale: è un requisito architettonico. Per questo la protezione degli alberi monumentali nei boschi è indirettamente anche la protezione dei sett sottostanti. I tassi usano anche gli alberi come segnali di orientamento notturno: percorrono sentieri abituali nel bosco che passano vicino a certi alberi riconoscibili. Questi sentieri, usati per anni, diventano visibili nel bosco come tracce nel suolo — piccole depressioni nel terreno largo un piede, che seguono il perimetro di radici e ceppi.
La dieta del tasso: il mangiatore di tutto
Il tasso è uno degli onnivori più versatili del bosco italiano. La sua dieta varia enormemente con le stagioni: in primavera, lombrichi (che può ingerire a centinaia in una notte quando il suolo è umido), larve di insetti, rane. In estate, frutti selvatici (more, ciliegie, prugne, bacche di sanguinello, corniole), topi, arvicole, calabroni (di cui scava i nidi con le zampe, protetto dalla pelle spessa dagli aculei). In autunno, ghiande, faggiole, castagne — un'iperfagia di carboidrati e grassi che gli permette di accumulare fino al 30% del peso corporeo in grasso per l'inverno. Una particolarità del tasso è la sua capacità di scavare e mangiare i nidi dei bombi e delle vespe interrati: la pelle spessa e la peluria fitta lo proteggono sufficientemente dalle punture.
Il semi-letargo e le nascite
Il tasso non iberna completamente: entra in un semi-letargo (torpore) durante i periodi più freddi (dicembre-febbraio), riducendo l'attività senza la profonda riduzione del metabolismo tipica del ghiro o del moscardino. Nelle notti miti di fine inverno può uscire brevemente. Come la martora, usa la diapausa embrionale: accoppiamento in primavera-estate, impianto embrionale ritardato a gennaio, nascita dei cuccioli (2-4) a febbraio-marzo nella camera interna del sett.
Il tasso abita la stessa tana che abitavano i suoi bisnonni, sotto le stesse radici di quercia. Non sa che quelle radici reggono la sua casa da quando i suoi antenati erano già vecchi. Non gli serve saperlo. Sa solo che funziona, e continua. C'è qualcosa di profondamente solido in questa fedeltà al luogo.
Come trovare e rispettare i segni del tasso nel bosco
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- Cerca il sett: le tane dei tassi si trovano tipicamente sui versanti boscosi con terreno asciutto e stabile, sotto grandi alberi, spesso vicino a un bosco ma anche al margine di un campo. Riconosci il sett dalle buche di entrata grandi (20-30 cm di diametro, forma ovaleggiante), con un vistoso mucchio di terra fresca e foglie escavate all'esterno. Vicino alle entrate trovate spesso latrine (fossette scavate nel terreno dove il tasso deposita le feci — una delle poche specie che defeca in aree designate lontano dalla tana). n
- Osserva le impronte: le impronte del tasso sono caratteristiche — 5 dita con artigli lunghi e robusti, il tallone largo. Il passo è lento e dondolante, quasi a camminare con i piedi piatti. Nella neve, le impronte del tasso sono inconfondibili per la larghezza e per l'impronta dell'intera pianta del piede. n
- Non disturbare mai un sett attivo: le tane dei tassi sono protette dalla legge italiana (L.157/1992). Avvicinarsi a meno di 50 metri dal sett durante la stagione delle nascite (febbraio-aprile) può causare l'abbandono dei cuccioli. Se trovi un sett, osservalo da lontano e segnalalo alle guardie forestali o agli enti parco locali come contributo al monitoraggio della specie. n
- Fototrappola al sett: posizionare una fototrappola a infrarossi sul sentiero di avvicinamento al sett (mai sull'entrata) è il modo meno invasivo per documentare i tassi. La distanza ideale è 5-10 metri dall'entrata, in modo che la luce infrarossa non distubi gli animali all'uscita. n
- Con i bambini — l'ingegnere del bosco: mostra ai bambini un sett (da distanza sicura) e fai calcolare la quantità di terra escavata dal mucchio all'esterno. Un sett complesso può aver richiesto l'escavazione di diverse tonnellate di terra nel corso degli anni. Spiega che tutto questo è stato fatto con le zampe, di notte, da animali che pesano 10 kg. Il confronto con un cantiere umano è immediato e stupisce sempre. n
- Guarda i documentari: il tasso è uno dei soggetti più filmati dalla naturologia documentaristica britannica (BBC Natural History Unit). Documentari come "Badger Watch" mostrano le famiglie di tassi all'uscita serale del sett con telecamere a infrarossi, rivelando comportamenti sociali complessi di grande bellezza. Disponibili su piattaforme streaming. n
Il tasso è uno di quegli animali che fanno capire quanto profondamente il bosco abbia una memoria. Ogni sett con le sue radici di quercia sopra e le gallerie sotto è una struttura che parla di decenni — a volte di secoli. Un animale che costruisce e mantiene la propria casa per generazioni consecutive ha qualcosa da insegnarci sul significato di abitare davvero un luogo.
Domande frequenti
Qual è il ruolo delle radici degli alberi nella costruzione e stabilità del sett del tasso?
Le radici di alberi grandi e stabili come querce e faggi rinforzano le pareti delle gallerie del sett, impedendo il cedimento del terreno e garantendo la stabilità della tana sotterranea, che può essere abitata per generazioni.
Come riconoscere la presenza di un tasso nel bosco senza vederlo direttamente?
Si possono individuare i tassi osservando le grandi buche ovali di entrata del sett, i mucchi di terra fresca e foglie escavate, le latrine vicine e le impronte caratteristiche a 5 dita con artigli lunghi, soprattutto visibili nella neve.
Come varia la dieta del tasso durante le stagioni e quali sono le sue capacità alimentari particolari?
Il tasso è onnivoro e adatta la dieta stagionalmente: lombrichi e insetti in primavera, frutti e piccoli mammiferi in estate, ghiande e castagne in autunno. Può scavare e mangiare nidi di bombi e vespe grazie alla pelle spessa che lo protegge dalle punture.
Perché è importante non disturbare un sett attivo e come si può monitorare la presenza dei tassi in modo non invasivo?
Disturbare un sett attivo, soprattutto durante la stagione delle nascite, può causare l'abbandono dei cuccioli. Il monitoraggio non invasivo si fa con fototrappole a infrarossi posizionate a distanza dall'entrata, evitando di disturbare gli animali.
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