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La deforestazione nella storia

Dal Mediterraneo antico alle foreste moderne: tremila anni di perdita
La deforestazione nella storia
Alberi, Storia e Cultura Alberi e Storia 15/08/2027

Platone, nel Crizia, descriveva l'Attica del suo tempo — la penisola Attica intorno ad Atene, nel IV secolo a.C. — come una terra arida e rocciosa dove un tempo c'erano boschi ricchi e suoli fertili. Le montagne erano boscose, e i piani erano pieni di terra fertile... Ora resta solo lo scheletro del territorio malato, come il corpo di un uomo deperito. È probabilmente la prima descrizione documentata di deforestazione e degrado del suolo nella storia occidentale. E Platone aveva ragione: il Mediterraneo dell'antichità era molto più boscoso di quanto sia oggi.

Il Mediterraneo prima della civiltà: un mare di foreste

Prima del 3.000 a.C., l'intero bacino mediterraneo era coperto da una fitta fascia di vegetazione forestale. Il Libano aveva i suoi cedri, la Grecia aveva i suoi faggi e querce, l'Italia peninsulare era quasi interamente boscosa, il Nord Africa (oggi in gran parte deserto) aveva foreste di cedri e querce dove ora regna la sabbia. Le analisi polliniche dei sedimenti lacustri e marini documentano questa copertura vegetale originaria con grande precisione. La deforestazione iniziò con l'agricoltura neolitica (10.000-8.000 a.C.) e accelerò progressivamente con l'urbanizzazione, la costruzione navale e l'agricoltura intensiva delle grandi civiltà del Bronzo. Al tempo di Omero (VIII sec. a.C.), larghe zone della Grecia erano già disboscate. Al tempo di Cesare (I sec. a.C.), l'Italia peninsulare aveva già perso gran parte delle sue foreste di pianura e collina.

Roma e il disboscamento dell'Italia

L'espansione della Roma repubblicana e imperiale fu associata a una massiccia deforestazione della penisola italiana. Le cause principali: l'espansione dell'agricoltura (la Romanizzazione dell'Italia implicò la trasformazione di vaste zone boscose in ager romanus — terra coltivata), la costruzione di ville, strade, acquedotti, città (il consumo di legno da costruzione era enorme), la produzione di carbone vegetale per metallurgia e riscaldamento, la costruzione navale (già discussa), e la produzione di calce (ogni forno da calce richiedeva enormi quantità di legna). L'Appennino centromeridionale, la Sicilia, la Sardegna e la Calabria furono i territori più colpiti. Colonne, Strabone, Teofrasto documentano in modo indiretto questo processo attraverso le loro descrizioni geografiche, che mostrano territori già pesantemente disboscati rispetto alle fonti più antiche.

La deforestazione medievale e moderna

Il processo continuò nel Medioevo, con l'espansione agricola dei secoli XI-XIII (il "Grande Disboscamento" europeo medievale) che distrusse gran parte delle foreste europee rimaste per creare nuovi campi. In Italia, l'agro romano, le pianure padane e le colline toscane persero quasi tutta la loro copertura forestale tra il X e il XIII secolo. Il processo si accelerò ancora nell'Ottocento con l'industrializzazione. Negli anni 1860-1880, la neonata Nazione italiana importò dalla Francia i concetti di rimboschimento e di idrogeologia forestale — la scienza che mostra il legame tra deforestazione delle montagne e alluvioni a valle. Le prime leggi forestali italiane (Regio Decreto 3267/1923, il "Codice Forestale" fascista) imponevano vincoli di rimboschimento proprio per contrastare i danni idrogeologici della deforestazione storica.

La buona notizia: il rimboschimento spontaneo dell'Italia

Una delle trasformazioni ambientali più positive dell'Italia del XX secolo è stata quasi invisibile: l'abbandono delle campagne montane, che ha provocato la ripresa spontanea della vegetazione forestale su milioni di ettari di terreni agricoli abbandonati. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la superficie forestale italiana è aumentata di circa il 40-50% — da 5,8 milioni di ettari nel 1946 a oltre 11 milioni di ettari oggi. Questo rimboschimento spontaneo ha qualità ecologica inferiore rispetto alle foreste primarie preistoriche (meno diversità specifica, struttura più semplice), ma rappresenta comunque una inversione di tendenza storica straordinaria, unica in Europa.

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Il Mediterraneo era coperto di foreste e l'abbiamo disboscato per costruire civiltà. Poi abbiamo capito l'errore e le foreste sono tornate — non come erano, ma sono tornate. La storia della deforestazione è anche una storia di recupero possibile. Non tutto quello che si rompe rimane rotto per sempre.

Come capire la storia forestale del tuo territorio

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  • Confronta le mappe storiche: le carte topografiche storiche dell'IGM (Istituto Geografico Militare italiano) della fine dell'800 mostrano la copertura vegetale dell'epoca. Confrontando quelle carte con le mappe satellitari attuali, si vede chiaramente dove il bosco è aumentato (rimboschimento spontaneo delle campagne abbandonate) e dove è diminuito (urbanizzazione, infrastrutture). Le mappe storiche IGM sono consultabili online gratuitamente.
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  • Leggi le pietre: l'erosione come indizio: i calanchi — le caratteristiche erosioni argillose del paesaggio collinare toscano, marchigiano e calabrese — sono in gran parte il risultato della deforestazione storica delle colline. Un'area boscosa non produce calanchi: la radici degli alberi tengono il suolo. I calanchi sono la firma geologica dell'abbandono forestale del passato. Riconoscerli nella tua zona è un modo di leggere la storia ambientale del territorio.
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  • Studia la dendrocronologia locale: la datazione dendrocronologica degli alberi più vecchi dei boschi locali permette di capire quando un'area è stata ricolonizzata dalla foresta. Un faggio di 150 anni in un'area che era pascolo nell'800 racconta la storia del rimboschimento spontaneo del Novecento. Molte università italiane con dipartimenti forestali offrono dati dendrocronologici locali.
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  • Con i bambini — il prima e il dopo: mostra ai bambini una fotografia storica (da una cartolina d'epoca o da archivi locali) di un paesaggio della zona, e poi una fotografia attuale dello stesso posto. Spesso si vede il bosco che è tornato dove prima c'erano campi o pascoli spogli. La comparazione visiva rende concreto il concetto di cambiamento temporale del paesaggio in modo immediatamente comprensibile.
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  • Partecipa a un progetto di rimboschimento: diverse associazioni italiane (Legambiente, WWF, LAV, organizzazioni locali) organizzano giornate di piantumazione in aree degradate o percorse da incendi. Partecipare con la famiglia è un atto concreto nel lungo processo di recupero forestale italiano.
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La deforestazione del Mediterraneo non è irreversibile. Le foreste sono tornate dove abbiamo smesso di tagliarle — lentamente, spontaneamente, ma sono tornate. Il processo richiede secoli, non decenni. Ma ogni albero piantato oggi è un investimento in una foresta futura che qualcuno — tra cinquant'anni, tra cento anni — camminerà come noi camminiamo oggi nelle faggete degli Appennini. È la promessa più lunga che possiamo fare.

Domande frequenti

Quali furono le principali cause della deforestazione nel Mediterraneo antico?

La deforestazione nel Mediterraneo antico fu causata principalmente dall'agricoltura neolitica, dall'espansione urbana, dalla costruzione navale e dalla produzione di carbone vegetale, che portarono alla progressiva perdita delle foreste originarie per far spazio a campi, città e infrastrutture.

Come si può capire la storia forestale di un territorio oggi?

Per capire la storia forestale di un territorio si possono confrontare mappe storiche con immagini satellitari attuali, studiare l'erosione del suolo come i calanchi, analizzare dati dendrocronologici degli alberi più vecchi e osservare cambiamenti visivi tramite fotografie storiche e attuali.

Quando conviene promuovere il rimboschimento spontaneo rispetto a quello artificiale?

Il rimboschimento spontaneo conviene quando le aree agricole o montane vengono abbandonate, permettendo alla vegetazione di riprendersi naturalmente con costi ridotti, anche se la biodiversità è inferiore rispetto alle foreste primarie, rappresentando comunque un importante recupero ambientale.

Quanto tempo richiede il recupero delle foreste dopo la deforestazione storica?

Il recupero delle foreste dopo la deforestazione storica richiede secoli, non decenni. La ricrescita è lenta e spontanea, ma ogni albero piantato oggi rappresenta un investimento per una foresta futura che potrà essere apprezzata dalle generazioni a venire.

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